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Puntare e investire sul Made in, così Bologna può diventare capitale

Puntare e investire sul Made in, così Bologna può diventare capitale

di Isabella Angiuli, Responsabile Made in Italy Cna Bologna *

Uno dei punti di forza per l’economia bolognese è certamente il “Made in”, un concetto esteso che comprende molti settori: dall’alimentare all’artistico, dalla moda al turismo. Ma che può tranquillamente estendersi ad altri ambiti produttivi e di servizio, in cui il “fatto a Bologna” è un marchio che dà forza e valore.

Certamente il sostegno al “Made in Bologna” dovrà essere uno dei cardini dell’attività amministrativa della futura Giunta Comunale: rafforzare questo comparto significa non solo portare ricchezza e occupazione, ma potenziare l’immagine di Bologna e della sua area metropolitana a livello nazionale e internazionale. Le aziende artigiane e le piccole e medie imprese sicuramente sono le protagoniste quando si parla di “Made in Bologna” e le imprese giovani o di nuova costituzione possono dare, e già lo stanno dando, un grande valore aggiunto a tutti i settori prima elencati.

Dunque quale può essere l’impegno che il futuro Sindaco e la futura Giunta possono dedicare a sostegno del “Made in Bologna”? Certamente dare risalto alla proposta di valore delle imprese del “Made in”, favorendo la loro attività e sostenendo le nuove imprese che vorrebbero nascere, mettendo in vetrina a livello mondiale le loro eccellenze, mettendole in vetrina a livello locale con segnaletica adatta e strumenti digitali funzionali per fornire una mappatura completa ai turisti che le vogliono conoscere o acquistare i loro prodotti. Molto importante sarà un sostegno al ricambio generazionale in impresa, che può portare nuova linfa a imprese storiche. Occorrerà sviluppare nuovi luoghi di lavoro condivisi che consentano la nascita di professioni animate da community manager. Andrà dato un forte riconoscimento alle imprese culturali e creative, che rappresentano già una forte ricchezza per il territorio, ma potrebbero esserlo ancora di più. Andrà utilizzata la tassa di soggiorno per il rafforzamento del sistema turistico in condivisione con il sistema imprenditoriale locale. Si dovrà favorire la diffusione del wi-fi gratuito e aperto. Andrà sostenuto e rafforzato il rapporto tra l’Università e le imprese in grado di sostenere l’innovazione tecnologica. Dovrà essere messo un impegno a tutto campo per il contrasto all’illegalità, all’abusivismo e alla contraffazione. Dovranno essere rimossi gli ostacoli che impediscono la creazione di strumenti per l’imprenditoria femminile, e infine, bisognerà sviluppare con urgenza un piano per la riqualificazione della manifattura tradizionale di qualità.

Il settore del Made in Italy, come ha dimostrato l’indagine Cna Bologna, ha molti volti: per un alimentare in decisa salute c’è una moda che continua a soffrire; i dati sull’afflusso turistico parlano di un aumento in questi ultimi mesi, Cna ha contribuito con manifestazioni di successo quali "Cioccoshow" e "Regali a Palazzo". Insomma, occorre investire sul “Made in Bologna”, le imprese e le associazioni economiche lo stanno facendo, le Istituzioni locali hanno sviluppato importanti progetti, il 2016 può essere l’anno in cui tutto questo viene messo a sistema, ulteriormente sviluppato e Bologna può diventare un punto di riferimento culturale, spettacolare, turistico e imprenditoriale di livello mondiale. Come merita di essere.

(*) Isabella Angiuli è candidata al Consiglio Comunale di Bologna nelle prossime elezioni amministrative di Bologna nelle liste del Pd